mercoledì 4 dicembre 2013

Intervista con Eric Howden (Raised by Swans)


La fine di un amore, l'inizio del“generale inverno” dopo un autunno passato a sorseggiare birra ricordandosi di ciò che si è fatto ed in attesa di ciò che sarà.
Non è più il 2005 (per fortuna) e neppure il 2009.. molta musica è tutta troppo uguale, più nessuno mi aspetta alla sua porta e questa città sembra più una strada che un dedalo di vie in cui perdersi!
Raised by Swans..progetto solista di Eric Howden. Una musica che ti coccola, ti protegge e, a volte, t'intristisce. Melodie soffici, una voce delicata e struggente le cui parole possono ferirti come lame nel cuore. Con due album all'attivo (Codes and Secret Longing, No Ghostless Place) e in attesa del terzo album, Raised by Swans è musica che mi piace consigliare ed ascoltare in questo periodo dell'anno: invernale e con poche speranze all'orizzonte. Buon ascolto!


Ciao Eric.... parlaci un po' dei Raised by Swans.
 
Prima di tutto, non l'ho mai rivelato prima, ma è importante dirlo.. Raised by Swans non è mai stato un gruppo, ma un progetto solitario. Questo passo non è mai stato molto chiaro in passato ed è sempre stato un mio errore: la verità è sempre stata offuscata da tentativi fin troppo modesti! La modestia è certamente una dote preferibile all'arroganza, almeno per me, ma in alcuni casi può essere ingannevole e poco collaborativa al punto di risultare dannosa per sé stessi e gli altri. In questi giorni, ma specialmente negli ultimi mesi in cui sto lavorando al nuovo album, sono molto concentrato ad indagare più sulla verità che su qualcos'altro.

Non posso non essere fiero dei continui sforzi, delle continue note, parole, suoni o momenti di silenzio che sto sopportando durante le fasi di scrittura e registrazione. Inoltre, è molto importante che ognuno che leggerà questo con l'intenzione di suonare, non sia spaventato all'idea di rimanere solo. Dopo questo preambolo è giusto che vi parli dei Raised By Swans.
Il progetto Raised by Swans nacque nel 1997 quando suonavo il basso in un modesto gruppo canadese anni fa...ero davvero molto giovane! Passammo, davvero, dei gran bei momenti, ma in quel gruppo avevo perso l'ispirazione nel creare musica e questo fatto divenne quasi ossessivo. Iniziai, quindi, a scrivere canzoni in maniera più ispirata e concentrata di quanto mai avessi fatto prima...tutto ciò avveniva in una appartamentino mansardato con il pavimento sfondato e con delle coperte appese ai vetri; tutto era inumano, ma era così selvaggiamente vivo!

Ricordo che mi sedevo nel cuore della notte con le cuffie e ascoltavo i pezzi fino a non cadere addormentato per la stanchezza. Era come se tornassi a vivere e tornassi a fare ciò per cui ero nato...era una sensazione unica che tendo ancora a proteggere! Lasciai, quindi, il mio vecchio gruppo e decisi di diventare Raised By Swans. Questo fu l'inizio anche se il nome non era ancora stato scelto definitivamente. Tutto ciò che sapevo e realizzano era che finalmente avevo trovato la mia libertà, il mio modo di scrivere e sentire la musica ed era ciò che volevo trasmettere alle persone. Prima ancora d'iniziare, avevo già scritto un intero album usando una batteria finta, una chitarra, un basso e una tastiera molto economica- devo ancora possedere una vecchia cassetta su quanto fatto- .. rimaneva quindi cercare solo le giuste persone che volevano suonare le mie canzoni dal vivo.

I ragazzi che ora suonano con me, sono la miglior line-up che qualcuno potrebbe mai avere o desiderare poiché non smettono mai d'incoraggiarmi e sono felici di suonare dal vivo con me. Siamo anche molto amici oltre che compagni di band nonostante loro non dipendano in alcun modo creativo da Raised by Swans; hanno i loro progetti, le loro famiglie, il loro lavoro. Per me, invece, è solo questo importante: fare e suonare. Sono davvero onorato di essere circondato da musicisti così in gamba, ma quando si tratta di creare e registrare, c'è sempre stato solo e soltanto Andy pronto a catturare ogni singola nota in maniera così brillante. Non potrei immaginare di registrare qualcosa senza di lui...il controllo è davvero importante quando si tratta di un'opera d'arte, almeno mi piace crederlo! Questo, quindi, è tutto... iniziò in un piccolo appartamento nel cuore della notte e da allora niente è cambiato. Scrivo e lavoro ancora nello stesso modo. Il nome stesso è nato durante un sogno che sembrava racchiudere questo periodo di transizione.





Ecco allora parliamo del nome Raised By Swans.
 
Da sempre sono stato perseguitato da incubi raccapriccianti. Molti anni fa, in mezzo alla violenza e l'orrore, ho avuto, finalmente, un sogno confortante: stavo steso su una radura di una bosco, circondato da imponenti cigni alti all'incirca venti metri. Erano in cerchio intorno a me e mi studiavano con gli occhi socchiusi. Respiravamo tutti all'unisono e non c'erano altri suoni. Mi sentivo sicuro e protetto dal dolore, non insensibile e sconnesso, ma solo calmo ed accettato. Prima di svegliarmi, due di loro mi alzarono molto gentilmente e volammo in cielo. Era un momento fin troppo piacevole: il mio stomaco era come sulle montagne russe. Scrissi, quindi, Raised by Swans su un piccolo pezzo di carta appena mi svegliai, poiché non volevo dimenticarmi – nella mia sonnolenza non volevo perdere il doppio significato di “sollevato”: sollevato da terra, ma anche circondato dall'affetto, curato e nutrito. Quando lo rividi capii tutto: era il nome della musica che stavo scrivendo.
 

Come nascono le tue canzoni?
 
E' un processo davvero molto lungo e complicato. Tutte le canzoni partono da una sensazione inevitabile, una fitta nelle mie budella che non posso ignorare, insieme con poche parole o un piccolo frammento di melodia. Da allora salvo ogni dettaglio nella mia testa ed è come se tutto a poco a poco si formi nel mio cervello, parole e musica. Sono abituato ad usare una grande varietà di strumenti multi-track ed uso da anni sempre lo stesso strumento per la batteria. Una volta finite e completate le canzoni, insegno ai ragazzi le parti e cerco di far raggiungere loro il suono desiderato. Le parole invece vengono annotate di volta in volta in differenti taccuini di diverse taglie e colori.

Ogni volta una canzone narra e racconta tutti i luoghi, sensazioni ed esperienze passate e presenti. È davvero troppo difficile e personale da spiegare. Il prossimo album è iniziato quando ho deciso di andare da solo a scrivere in una casa colonica nel Nord dell' Islanda nell'inverno del 2011. In un qualche modo l'Islanda ha salvato la mia vita. Era il 2010. Sapevo già allora che dovevo dedicare un po' di tempo alla scrittura. Era il luogo ideale per farlo, poiché non è esperienza da tutti i giorni vivere in una casa colonica circondata da vallate innevate, da diciassette ore di buio e i cui unici suoni sono greggi di pecore. É stata un'esperienza davvero intensa e non mi sentivo per niente solo, poiché tutte le luci, colori e suoni della città erano dentro il mio cuore.

 
Quali gruppi ascolti e ascoltavi?
 
La lista è davvero infinita: troppi artisti e musicisti mi hanno influenzato. Ma sono una persona che trova l'ispirazione al di fuori della musica.

 
Quanto incidono su di te il clima/l'atmosfera canadese?
 
Il primo luogo dove mi sentii libero dall'angoscia, dalla pressione della gente e dover poter vivere alla ricerca della verità è stato il Nord Ontario. Qui esploravo su una piccola barca le catene di laghi e facevo lunghe escursioni, anche di notte. Ero davvero molto giovane e questi sentimenti sono cosi profondi che da allora li proteggo. Ci sono, comunque, molte altre cose di cui sono fiero di aver fatto conoscenza in Canada. L'ultima, ad esempio, è stata scalare Gros Morne in Newfoundland e riuscire ad esplorare tutta la costa occidentale di quella provincia. Fu davvero incredibile. E, certamente, ho attraversato molte volte, da costa a costa, il paese; non c'è niente di meglio che guidare lungo il Canada per capire quanto sia vasto e selvaggio il suo panorama. In conclusione posso affermare che il Canada è parte della mia vita e questa influenza la mia musica anche se non so spiegarti come riesco ad esprimerla.



 


Come nacque la collaborazione con il regista Douglas Coupland in Everything’s Gone Green?

Fu molto tempo fa. Fu speciale perché era il primo film nel qualche la mia musica compariva. David Hayman, il music supervisor, voleva la canzone Violet Light nel film, ma solo come intermezzo, semplicemente perché gli piaceva la canzone. Ad un certo punto da quello che ho saputo, la canzone divenne parte della scena, ma nessuno mi aveva chiesto il permesso. Appresa la notizia, ovviamente accettai. David è una brava persona ed io ero davvero felice di avere una mia canzone in un film.


Durante i live, l'atmosfera delle tue canzoni cambia?
 
Può sembrare davvero strano, ma le mie canzoni non mi sembrano soft, neppure quelle più tranquille. So che non ha senso. A volte, la gente mi dice che usa la mia musica per addormentarsi e questa cosa davvero mi fa sorridere. Onestamente preferirei che la gente ascoltasse la mia musica a tutto volume nelle cuffie o mentre guida in una notte piovosa oppure mi piace pensare che sia la musica stessa che fa vibrare i pavimenti delle case. Anche se le canzoni sono diverse, la loro missione è quella di cullarti e proteggerti fino in fondo. E le parti più dure dovrebbero causare terremoti! Dal vivo, suonando con i ragazzi, cerchiamo di enfatizzare le dinamiche molto di più, alzare i beat. Da solo, invece, mi piace svolgere le canzoni in maniera più intimistica: le stravolgo rendendo versioni più scheletriche, più soffici e lente per mostrare la loro vera anima.

 
Come hai scelto i titoli del tuoi album?
 
Sempre all'ultimo momento. Di solito vengono fuori all'improvviso nella mia testa quando mi concentro per trovare il titolo adatto e quasi ci ho rinunciato. Per esempio per i primi due album, i titoli sono venuti una volta che le canzoni erano state completate e registrate. Una volta trovati, so che sono perfetti. È questo il mio trucco! Entrambe le volte, però, sono stato spaventato di non riuscire a dare un nome ad un album.

 
Mai pensato di stravolgere il genere musicale percorrendo nuove strade?
 
Sinceramente non so e non m'interessa che genere sto facendo. L'unico motivo per cui mi sento a mio agio con la parola indie rock (anche se non sono appassionato della parola “rock”) è perché è stata capace di descrivere l'universo dei Raised By Swans in passato. Ma è molto più importante definirla indipendent music. É tutta questione di libertà per me anche se indie rock è un bel termine.
Per quanto riguarda i cambiamenti, tutti possono farli se vogliono. Quindi spero e premuso che le mie canzoni continueranno a cambiare magari affrontando strade di cui non ne sono ancora a conoscenza. Tutto ciò che m'importa è sapere che sto facendo una buona musica, niente di più. Il cambiamento è sempre il benvenuto, ma bisogna stare attenti poiché questo può stravolgere il tuo sentire e il tutto può risultare quindi costruito a tavolo e di certo non è questo il mio scopo!
 
 
Intervista e traduzione a cura di

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